martedì 20 luglio 2010

Panevinoezucchero

Ricetta d'infanzia... ricetta d'infanzia... Non ho dovuto pensare molto a quale fosse la mia madeleine proustiana. Non sarà una vera ricetta, sarà troppo poco elaborata, anzi per niente, ma è la cosa che subito ha pervaso i miei ricordi gustativi, e riportato la memoria non solo a un sapore ma a tutta la vita che ci ruotava intorno, fatto di partite di pallone, di compiti di scuola, di solitudine davanti al canale dei cartoni animati. Pane vino e zucchero non è solo una merenda che dalle parti di Prato rallegrava i pomeriggi dei bambini fin dai tempi di mia madre, di mia nonna e su su di chissà quale mio antico avo. E' l'essenza di una terra, di contadini che non avevano una lira per fare due; e di bambini per i quali una sottile fetta di pane bagnata con due gocce di vino rosso e un'idea di zucchero era la cosa più buona che ci fosse. Poi, col tempo, il pane veniva tagliato sempre più alto, sempre più spolverato di zucchero e sempre più intriso di vino. Così, da piccolo, quando era ora di merenda, prendevo due belle fette di pane di bozza pratese, le mettevo nel piatto, le ricoprivo di una quantità enorme di zucchero, poi prendevo il bottiglione del vino e, chiudendolo con l'allora mio piccolo pollice di bambino, vi facevo cadere una bella quantità di liquido rosso. E che piacere succhiare il vino dalla midolla, sentire lo zucchero sotto i denti come fosse sabbia dolce, e infine intridere le ultime bucce di pane con il vino rimasto sul fondo.E' tutto.

Lorenzo Ciani
Ecco il primo risultato del mio appello, molto carino devo dire!!
Bravo Lorenzo!!

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