lunedì 17 agosto 2009

Le melanzane ringraziano

Ricordo gli ortaggi dell’orto del babbo, con quel profumo e sapore intenso che avevano appena raccolti, maturi e sodi, sensazione impossibile da rievocare se frequenti solo supermercati, abbastanza difficile se cerchi qualche produttore nel territorio, un caso fortunato se hai, come me, due cognati che si dilettano a fare l’orto, con grande passione e ottimi risultati, e vista la generosità della terra che ripaga con l’abbondanza, se ben coltivata, godo di riflesso di doni benefici in ogni stagione.
In particolare le melanzane vengono coltivate appositamente per me, infatti i due produttori non ne sono estimatori, nonostante io faccia ogni anno opera di convincimento, consigliando ricette vecchie e nuove.
Così nella mia cucina le melanzane sono diventate un’insolita dimostrazione di affetto, le preparo sempre con cura, in fondo devo fare in modo che siano contente di essere capitate nella mia cucina.



Melanzane sott'olio

Ingredienti: melanzane, sale grosso, aceto di mele, aglio, basilico o menta, peperoncino, olio extravergine, pepe in grani, aromi secchi maggiorana, origano….(se graditi).
Sbucciare le melanzane( non gettare le bucce, nella terza ricetta scoprirai il perchè), tagliarle a fette alte circa 1cm., disporle in una ciotola a strati con sale grosso, aceto, aglio, basilico o menta e peperoncino. Mettere sopra un peso e far macerare per una notte.
Scolare e strizzare benissimo le melanzane(l’operazione riesce molto bene utilizzando lo
schiacciapatate. Disporre le fette di melanzane nei vasi, con grani di pepe, aglio se gradito, peperoncino e erbe aromatiche secche, se piacciono. (Le erbe vanno utilizzate secche perché quelle fresche possono provocare facilmente la fermentazione). Sono pronte dopo qualche mese.

Midolline di melanzana
Ingredienti: 2 o 3 melanzane, olio extravergine, 1/2 bicchiere di aceto balsamico, 1 cucchiaino di fecola, pecorino semi stagionato, pepe. Far cuocere l’aceto balsamico con la fecola finché raggiunge la densità di sciroppo, far raffreddare.
Sbucciare le melanzane (conservare le bucce), tagliarle a fette spesse circa 1cm, salare e lasciar sgocciolare(operazione non indispensabile).
Mettere in una padella dell’olio extravergine e cuocere le fette di melanzana qualche minuto per parte.

Disporre le melanzane nel piatto.
Affettare sottilmente il pecorino e disporre le fette nel piatto vicino alle melanzane.
Pepare, spruzzare con aceto balsamico e guarnire con lo sciroppo d’aceto.

Melanzane al funghettoIngredienti: le bucce delle melanzane scartate nelle ricette precedenti, olio extravergine, aglio, peperoncino, origano, pecorino o parmigiano, sale.

Mettere l’olio in una casseruola, unire uno spicchio d’aglio tritato finemente, un po’ di peperoncino, le bucce di melanzana tagliate a bastoncini e salare. Coprire la casseruola e far cuocere lentamente, mescolando ogni tanto. Quando la verdura risulta cotta e ben consumata, unire a piacere origano , pecorino o parmigiano .
Si possono utilizzare come contorno ma anche su fettine di pane leggermente arrostite, accompagnate da bastoncini di salsiccia piccante.




domenica 16 agosto 2009

Non esiste persona che non possa imparare a cucinare.

Ho visto Milena attraverso il vapore che usciva dalla pentola, quarant’anni passati, un bel viso ma occhi tristi, capelli dal taglio moderno, mani troppo curate per un’ appassionata di cucina, infatti….
Milena
L’incontro con Paola, un’amica del suo gruppo di gioventù, l’ha convinta ad uscire di casa di sera, dopo giorni passati davanti alla televisione. Partecipare ad un corso di cucina, cosa insolita per lei che in cucina si trattiene il minimo necessario, soprattutto con l’intento di uscire da un momento di profonda depressione.
Quando entra nella stanza osserva subito quella signora che affaccendata ai fornelli la guarda attraverso una nube di vapore.
Ci sono già molte persone, Paola le ha detto che le lezioni sono interessanti, divertenti e poi c’è l’assaggio che appaga il gusto.
- Speriamo- pensa, perché ha fatto tardi in ufficio e mangiato in fretta un sandwich di quelli pronti, acquistato velocemente al supermercato.
Non le piace fare la spesa, non sa cucinare, le poche volte che ha tentato, ha ricevuto solo frustrazioni e adesso non è proprio il caso….
Le tre ore successive passano velocemente, si ride , si scherza, si segue l’esecuzione di tre ricette condite con consigli, suggerimenti, si svelano utili segreti, i piatti realizzati sono ben presentati e soprattutto veramente gustosi.

Milena frequenta assiduamente le lezioni di cucina, spesso i nostri sguardi si incontrano, comincia a fare domande, i suoi occhi seppur tristi mandano brevi lampi di curiosità, sorride, ha fatto amicizia con alcune signore, commenta le ricette e assapora con gusto piatti con ingredienti che un attimo prima sosteneva di non gradire solitamente.
Alla fine di una serata si avvicina, si presenta, mi ringrazia. La guardo perplessa. Mi racconta di lei.
Ha troncato una relazione che durava da sei anni con un uomo che in un’altra parte d’Italia, in un’altra città aveva moglie e figli.
La scoperta è avvenuta lentamente, il dubbio si è insinuato pian piano in quel rapporto quasi perfetto ma troppo saltuario e l’amore si è frantumato come un bicchiere che, in bilico sul lavello, sfida ogni corrente d’aria e poi cede a una porta che decide di sbattere violentemente.
Ha molti amici e colleghi che la invitano a cene o aperitivi per aiutarla a superare questo momento. Vorrebbe ricambiare le loro attenzioni ma sa che le poche volte che ha tentato di cucinare per loro è stato un vero insuccesso, i più intimi hanno dichiarato :-La tua compagnia è piacevole ma in cucina sei una frana! La prossima volta ceniamo a casa nostra! Tu porta il vino.
Qualche volta ha tentato di imitare le colleghe portando in ufficio qualche dolcetto per la pausa caffé. C’è stato qualcuno che dopo un morso ha elegantemente avvolto il biscottino nel tovagliolino per poi gettarlo nel cestino della carta, e comunque il vassoio è rimasto quasi integro. Nessuno le ha chiesto la ricetta e per togliersi dall’imbarazzo i colleghi hanno addirittura abbreviato la pausa.
Le cose sono cambiate da quando frequenta il corso di cucina, ha capito di potercela fare….. La cena preparata per alcuni amici ha avuto un successo strepitoso, iniziata con il solito atteggiamento di sfiducia si è conclusa con complimenti, richieste di ricette e perfino un applauso al momento del dolce, una candida e profumata millefoglie.

Ringrazio Milena per i complimenti che mi rivolge. Le racconto un po’ di me, le presento la mia insegnante di Macumba. Mentre sistemo la cucina le due donne si mettono a parlare. Elisa spiega con il solito fervore la sua attività sportiva, poi mi salutano allontanandosi insieme.
Milena adesso viene raramente alle lezioni perché frequenta con assiduità il corso di Macumba. Lei ed Elisa sono diventate amiche, vanno a ballare, si divertono. Ho saputo che gli amici quando la invitano non le chiedono più di portare il vino ma il dolce preparato da lei. L’ultima volta che ci siamo viste mi ha detto:-La mia vita è cambiata da quando ti ho incontrato per ciò che mi hai insegnato e fatto conoscere. La cucina mi dà tanta soddisfazione, mi sento finalmente apprezzata e non parliamo poi della Macumba…..


Millefoglie Ingredienti per 8/10 persone:
2 o 3 confezioni di pasta sfoglia fresca, crema chantilly, zucchero vanigliato.
Per ottenere una discreta millefoglie utilizzando la pasta sfoglia già pronta in commercio, seguire i seguenti consigli per la cottura.
Mettere il disco di pasta sfoglia su carta da forno e bucherellarlo con una forchetta.
Adagiare in una teglia da forno e introdurre nel forno caldo a 180°.
Quando il disco gonfia e diventa leggermente dorato, tirarlo fuori dal forno.

Aprire il disco con un coltello dalla lama lunga e adagiare la parte superiore su altra carta da forno.

Mettere di nuovo in forno i due dischi, uno per volta e portarli a cottura, devono risultare ben dorati.
Far raffreddare i dischi (si possono preparare in anticipo). Preparare 4 dischi o 6 dischi. Tenere da parte il disco più intatto.

Procedere a spalmare i dischi con la crema chantilly, sovrapponendoli.
Mettere sopra, per ultimo, il disco tenuto da parte e spolverizzare abbondantemente con zucchero vanigliato e coprire i bordi con briciole di pasta.
Preparare la millefoglie solo qualche ora prima di consumarla perché altrimenti perde la fragranza.
Il risultato ottenuto con poco tempo e fatica è ok !!

CREMA CHANTILLY

Ingredienti: 1 uovo intero e 2 tuorli, 150 g. di zucchero, 15 g. di zucchero vanigliato o aroma di vaniglia, 3 cucchiai colmi di amido di frumento(frumina), 1 pizzico di sale,3/4 di litro di latte, 3 cucchiai di panna fresca montata.
Portare il latte ad ebollizione.
Montare le uova con lo zucchero e l’aroma di vaniglia in un tegame che possa andare sul fuoco, unire l’amido di frumento, il sale e continuando a montare infine unire il latte bollente.
Mettere sul fuoco moderato e mescolare con una frusta finché la crema non raggiunga l’ebollizione. Lasciar cuocere cinque minuti continuando a mescolare.
Togliere dal fuoco e lasciar raffreddare mescolando ogni tanto per evitare che si formi la pellicola in superficie.
Si consiglia di preparare la crema con un giorno d’anticipo conservandola in frigo in modo che si addensi. La crema pasticcera può essere aromatizzata con buccia di limone.
Unire alla crema pasticciera ben fredda, qualche cucchiaio di panna montata, mescolare con la frusta o con il frullino elettrico finché la crema e la panna non saranno ben amalgamate.











sabato 8 agosto 2009

Titta ai frutti di bosco

Devo ringraziare Titta se ho un blog, lei che con pazienza e generosità si è dedicata a realizzare questa mia idea.
Una ventata di giovinezza, un delizioso profumo di frutta spontanea appunto di “bosco” è entrata in casa con lei e con l’amore che la lega a Iuge.
La mia famiglia di origine è stata caratterizzata da una predominanza al femminile con conseguenti lati negativi e positivi, invece nella mia famiglia, prima che Mely decidesse di andare nella capitale per sperimentare la sua vita, c’era un equilibrio di presenze paritario in quanto a sesso, l’equilibrio è per me sempre una buona cosa e ora le apparizioni di Titta ristabiliscono un certo ordine anche a tavola e quel posto vuoto, che pesa sempre un po’, qualche volta mostra di nuovo un volto radioso di giovane donna.
Le novità come sempre mi portano in cucina per dare colore e sapore agli avvenimenti piccoli o grandi che siano.
Il caldo non invita ai fornelli, ma poiché è comparsa in casa una confezione di panna, per una dimenticanza che ora intuisco non poi così casuale e quella ciotola dalla quale more e lamponi, trovati ieri durante una piacevole escursione verso la Futa, fanno capolino, tutto ha spirato questo veloce e profumato dessert.

Ingredienti : 500 ml di panna fresca da montare, zucchero a velo q.b, stampini in alluminio o silicone, frutti di bosco.

Montare la panna con lo zucchero a velo, metterla all’interno degli stampini facendola aderire alle pareti ma lasciando vuoto l’interno.



Mettere nel congelatore gli stampini e lasciare che la panna si indurisca prendendo forma.
Frullare alcuni frutti di bosco con poca panna e zucchero a velo.
Lasciare interi i frutti rimasti. Aprire lo stampino rompendo l’alluminio, estrarre la coppetta e riempirla con i frutti interi.

Far colare su un piattino una girandola di salsa ai frutti di bosco, adagiarvi sopra una “Titta” di panna, riempirla con frutti di bosco, spolverizzare di zucchero a velo.


Se non avete frutti di bosco a disposizione potete utilizzare fragole o altra frutta a piacere. Un modo insolito per servire una macedonia o un gelato…….

mercoledì 5 agosto 2009

"Solo gli imbecilli non sono ghiotti..."

"Solo gli imbecilli non sono ghiotti...si è ghiotti come poeti, si è ghiotti come artisti..." (Guy de Maupassant).
La sensazione che si prova nell'assaggiare il primo boccone di un piatto è assolutamente imprevedibile. Nell'interazione emotiva ha vita lo scambio tra chi crea e chi fruisce dell'invenzione: il primo si esprime per una propria esigenza e poi regala se stesso agli altri, il secondo sceglie di ascoltare, assaggiare, affidandosi senza riserve. Atto reciproco di generosità.
Immagini e sapori rievocano profumi con inaspettati collegamenti a immagini di vita vissuta, addirittura a sogni. Così nasce la passione per la cucina. Dalla tradizione, dai ricordi, ma anche dall'esigenza di esprimere la propria creatività attraverso un'arte che fa vedere la vita in modo gioioso, ma realistico.
Non mi considero certo uno chef, non ne ho i titoli, né ho pretese di apparire "un'esperta di cucina", cerco di usare sapori tradizionali in modo personale, provo a confezionare piatti che siano una combinazione fra il consueto e il nuovo, non disprezzo, in quanto donna che lavora, la cucina rapida, ma non amo quella frettolosa. La cura degli ingredienti è una mia costante. Amo i sapori delicati, ma puliti e decisi e la leggerezza è una caratteristica dei miei piatti; infatti mi cimento nel ridurre i grassi al minimo, manifestando così il mio aspetto salutista.
Credo fermamente che sia importante educare al gusto e per questo mi sono appassionata nel   trasmettere il mio sapere in cucina, la mia esperienza, ma anche per comunicare con gli altri, aspetto fondamentale della mia vita.